2016/07/30

1971/07/30: Il giorno dell'allunaggio – La prima pagina de "La Stampa"




Si avvicina il momento decisivo dell'intera missione

L'Apollo in orbita attorno alla Luna
Nella notte la discesa sul satellite

I motori accesi alle 22,05 di ieri - L'astronave ha rallentato la corsa e ha cominciato a ruotare intorno alla Luna - Farà 14 giri, sempre più bassi, poi lo sbarco alle 0,15 di domani - Breve allarme: non si chiudeva il rubinetto dell'acqua e la cabina stava allagandosi - Il problema è stato risolto dai tecnici di Houston

(Dal nostro corrispondente)
New York, 29 luglio.

L'Apollo 15 è entrato nell'orbita lunare. Alle 22,05 ore italiane, Alfred Worden ha acceso il motore di servizio. L'astronave, frenando, ha incominciato a girare intorno al satellite, dalla faccia nascosta, lungo una traiettoria che dista dalla superficie lunare un massimo di 312 chilometri (apogeo, o meglio apoluna) e un minimo di 131. Alle 2,14 essa si porterà sull'orbita di discesa. Cabina e modulo saranno ancora uniti, per consentire al secondo di attivare il proprio motore solo all'ultimo minuto. Complessivamente l'Apollo 15 percorrerà quattordici orbite, sfiorando la Luna (si abbasserà fino a 18 chilometri dalla superficie). Il distacco tra le due sue parti avverrà alle 19,48 di domani, lo sbarco di David Scott e James Irwin è atteso per le 0,15 di sabato.

La manovra di inserimento nell'orbita lunare è stata compiuta senza inconvenienti, nonostante la parziale défaillance riscontrata lunedì nel motore. «Tutto o.k.», ha detto il Centro di Houston agli astronauti, dopo che Worden ha abbandonato i comandi. L'Apollo 15 è rimasto 33 minuti nascosto dal satellite. «Eravamo sicuri di farcela - ha risposto Scott. E ha aggiunto: - Che spettacolo stupendo! Siamo così vicini alla Luna che potremmo toccarla». Da terra, tecnici e scienziati hanno applaudito. Tecnicamente, la manovra ha costituito una novità. A causa del maggior peso dell'Apollo 15, infatti, essa si è svolta assai più vicino al satellite del consueto, 110 chilometri circa. Inoltre, in seguito alla défaillance, Worden ha dovuto fare quasi tutto a mano. «S'è trattato di spaccare i secondi», ha messo in rilievo il controllore Allen.

La missione è giunta così al suo punto culminante. Nonostante i numerosi, piccoli incidenti che hanno turbato ogni giorno di volo, l'astronave è stata puntuale. Scott e Irwin saranno il settimo e l'ottavo uomo a scendere sulla Luna, i primi a viaggiarvi in automobile, e collezioneranno una serie di record scientifici. Centinaia di milioni di persone in tutto il mondo seguiranno sui teleschermi le loro esplorazioni sabato, domenica e lunedì. In orbita, Worden nella cabina Endeavour userà gli spettrometri, le macchine fotografiche e l'altra complessa apparecchiatura affidatagli. Egli lancerà anche una minisonda. «Mai programma è stato così ambizioso». ha detto il presidente Nixon.

Le ultime fasi del viaggio non sono state senza sorprese. Come sembra ormai inevitabile sull'Apollo 15, al momento di addormentarsi gli astronauti hanno scoperto un guasto. Alle 4,47 di stamane Jamen Irwin ha aperto il rubinetto dell'acqua da bere. Non è più riuscito a chiuderlo; «Escono circa 3000 gocce al minuto» ha gridato allarmato. «Houston, diteci che dobbiamo fare». Scott ha cercato di dargli aiuto, senza successo: «Corriamo pericolo di restare senz'acqua e di bagnare gli strumenti», ha avvertito. Da terra, il pilota di riserva, Karì Henize, ha trovato subito il rimedio: «Credo che sia l'attacco col tubo del cloro. Stringetelo con una chiave inglese».

È stato il comandante David Scott «a trasformarsi in idraulico spaziale, come scrive stamattina il New York Times. Lo ha avvitato, e la «fuga» è cessata. Per qualche minuto gli astronauti hanno poi dato la caccia alle stille vaganti nel vuoto con dei panni. «Anche i lavori domestici», ha borbottato Irwin.
L'astronauta, alcune ore prima, aveva liberato il modulo dai frammenti di vetro dell'altimetro con il ventilatore. Il vetro s'era rotto o per una precedente incrinatura, o per la scossa subita all'aggancio tra la cabina e il Lem all'inizio del viaggio. Come Scott e Worden, Irwin s'è però addormentato tranquillamente non appena finite le insolite incombenze, e s'è svegliato nel primo pomeriggio.

Consumata la colazione, i tre uomini si sono messi all'opera. Alle 17,05 hanno eseguito una correzione della traiettoria, così provando il motore per l'ennesima volta. «Perfetto», ha dichiarato Scott. «Davvero», ha risposto Allen da Houston. Alle 17,35 hanno fatto saltare il pannello che proteggeva gli strumenti, orientando questi ultimi verso la Luna. «Abbiamo sentito una piccola scossa, roba da nulla», ha aggiunto ancora Scott. «Diciassette milioni di dollari allo scoperto», ha annunciato allegramente Allen, alludendo al valore degli strumenti. Terminata la missione, Worden dovrà recuperarli con una «passeggiata» nello spazio di circa due ore, nel viaggio di ritorno.

Scott, Irwin e Worden sono apparsi a questo punto più disposti a chiacchierare e a scambiare battute che non nei giorni scorsi. «Il motivo - ha spiegato il direttore del volo Lunney - è che la loro preparazione allo sbarco è completa. Nel periodo di relativo riposo che precede l'inserimento in orbita intorno alla Luna, essi rivivono praticamente tutto il programma, e sono occupati da esperimenti scientifici. Ora si possono concentrare sull'obbiettivo principale, e il loro entusiasmo cresce». Le ore precedenti la manovra orbitale sono state dedicate allo studio del funzionamento del motore parzialmente danneggiato. Scott, Irwin e Worden hanno discusso con il loro collega, Gordon, un veterano dello spazio, che da lunedì scorso studia il problema al Centro di Houston. La conclusione è stata questa: col computer l'accensione del motore potrebbe risultare sfasata (cioè in anticipo di una frazione di secondo) se si usa il circuito principale. Quindi il computer verrà applicato al circuito di riserva solo quando è richiesta la massima precisione. Per il resto, manovre a mano col primo circuito, o con entrambi, per evitare usure dei sistemi di sicurezza.

Al sopravvenire della sera, un numeroso pubblico ha incominciato ad affluire a Capo Kennedy e a Houston. L'interesse per l'impresa, affievolitosi negli ultimi mesi, sta ingrandendosi per la suspense e per l'attrattiva delle trasmissioni tv. Il momento della discesa del Lem, domani, sarà tra i più appassionanti. Esso seguirà una inclinazione di 25 gradi, anziché 16 normali, per tenersi un po' lontano dai picchi appenninici e dalla spaccatura di Hadley Rille. La valle dove atterrerà è irregolare, e lo sbarco non risulterà facile. Tra gli spettatori commossi, i mogli e figli degli astronauti. «Vogliamo vedere papà in auto sulla Luna», hanno detto le bambine di Irwin.

Ennio Caretto