2016/07/28

1971/07/28: Le ultime notizie sul volo da "La Stampa"

Passato il timore di un eventuale annullamento della missione che ha come obiettivo finale l'allunaggio nei pressi del Mare delle Piogge, la missione di Scott, Worden e Irwin prosegue regolarmente.




Dopo l'improvviso allarme, tutto bene

Riuscita la prova dei motori
l'«Apollo 15» continua il volo


L'accensione d'una spia sul cruscotto, l'altra notte, ha fatto temere che la missione fosse compromessa - Poi s'è accertato che si trattava d'un corto circuito al solo interruttore - Un controllo ai motori, ieri sera dopo le 20, permetteva a Houston di ordinare la prosecuzione del viaggio come stabilito - Sono già oltre metà strada

(Dal nostro corrispondente)
New York, 27 luglio.

Scott e Irwin sbarcheranno sulla Luna. La missione dell'Apollo 15, minacciata per 24 ore da un corto circuito, si svolgerà regolarmente. La prova dell'accensione del motore principale della cabina, compiuta alle 20,14 di stasera ora italiana, è stata favorevole. Sotto la sua spinta, l'astronave ha accresciuto di un metro e mezzo al secondo la sua velocità. «È quanto volevamo» ha urlato con voce eccitata il controllore Allen dal centro di Houston. «Via allora, sereni e felici» ha risposto il comandante Scott.
Per qualche minuto, i protagonisti del volo, a Terra e nello spazio, e milioni di spettatori nel mondo, hanno trattenuto il fiato. Se il motore non si fosse acceso, o avesse funzionato male, l'Apollo 15 sarebbe stato costretto a restare in orbita lunare, e il modulo non sarebbe atterrato. Una défaillance implica infatti il guasto di uno dei due circuiti elettrici che regolano le valvole dell'alimentazione: e la Nasa non consente manovre senza doppi controlli, o doppi comandi, per evitare tragedie.
Tra le 20.13 e le 20,15 Houston ha vissuto uno dei suoi momenti più tesi. Sull'astronave, Scott, freddo e preciso, ha azionato il motore. S'è vista una fiammata, sempre più vivida e forte, s'è registrato l'aumento di velocità. Evidentemente, il corto circuito era solo nella spia d'un interruttore, ed era stato causato dall'aggancio tra la cabina e il modulo ieri. Dopo parecchi secondi, sono scrosciati gli applausi. «Per fortuna, risolvete tutto», ha commentato Scott.
Appena mezz'ora prima, l'Apollo 15 aveva superato metà del tragitto verso il satellite. «Truppa, siete una bellezza» ha urlato ancora Allen, a mo' di complimento all'equipaggio. «Avevo dato tre a uno che ce l'avremmo fatta» ha dichiarato l'ingegnere Lunney. «Adesso sono certo che la missione si concluderà con un trionfo». Il fallimento sarebbe stato un colpo mortale per la Nasa: il costo dell'impresa è di 445 milioni di dollari, di cui 8 solo per l'auto elettrica.
Al momento in cui scrivo, gli astronauti si stanno preparando ad una serie di piccole ma importanti operazioni. Alle 10,29 ora italiana, correggeranno forse la traiettoria, così provando il motore una seconda volta. Alle 1,19 di stanotte, eseguiranno una trasmissione televisiva diretta dall'interno della cabina. E alle 1,39 Irwin e Scott ispezioneranno il modulo.
Non si possono ancora escludere le sorprese. Nell'ispezione del modulo, che durerà due ore, potrebbero emergere piccoli guasti. Ma il comandante e il suo secondo sono fiduciosi. «Troveremo tutto in buon ordine - hanno protestato-. Non siamo venuti fin quassù per nulla».
Il loro ritorno nella cabina è previsto per le 3,34. Una mezz'ora più tardi essi dormiranno, e sarà la seconda delle loro dodici notti in volo. La giornata di domani - se tutto procederà come si spera - sarà la più calma della missione, e permetterà a tutti di riprendersi dalla suspense. L'ingresso nell'orbita lunare non avverrà infatti che giovedì, e lo sbarco del settimo e dell'ottavo uomo nella notte tra venerdì e sabato. I tre astronauti saranno liberi di dedicarsi a esperimenti sui raggi cosmici, e a un altro esame del modulo, nonché di studiare il loro obbiettivo.
Neppure per un attimo, né essi né il centro di Houston hanno temuto che potesse ripetersi la tragedia di Dobrovolskij, Volkov e Patsaev sulla Soyuz. Il corto circuito - limitato - non ha minacciato mai di estendersi, non c'è stato il pericolo di un incendio, di un «naufragio» nello spazio. Le misure di sicurezza adottate sull'Apollo 15 sono eccezionali, e le 24 ore appena trascorse confermano che la spedizione risulterà la più utile di tutte.
«Ci attendiamo» ha detto il direttore del programma Apollo, Rocco Petrone, «una messe di primati e di informazioni. Speriamo di trovare la chiave del sistema solare».
Tra i misteri da chiarire nella valle tra gli Appennini e la spaccatura di Hadley Rille: perché la Luna presenta sempre la stessa faccia alla Tera, l'origine dei crateri, l'intensità del campo magnetico e dei raggi cosmici, l'esistenza di fonti di calore interne.
All'atto pratico, Houston attende anche da Scott e Irwin la dimostrazione che una colonia lunare può sopravvivere e funzionare dei mesi con l'auto, con il modulo per i collegamenti in orbita, con la complessa strumentazione scientifica. Le loro tre escursioni, di 20 ore complessive, corrisponderebbero grosso modo a tre giornate di lavoro di futuri «coloni». L'unico vero ostacolo all'ambizioso progetto - che verrà perciò ritardato di anni - è economico. Gli stanziamenti della Nasa, anziché crescere, diminuiscono.
La suspense è incominciata ieri sera, poco dopo l'aggancio della cabina col modulo, alle 19 circa in Italia. Alfred Worden ha compiuto una manovra perfetta (con l'Apollo 14, cinque tentativi erano falliti) e il comandante David Scott ha avvertito gioiosamente il centro di Houston: «Tutto bene». L'astronave, ormai lontana dall'orbita terrestre, pareva lanciata verso la Luna «come un treno in orario», nelle parole del direttore del lancio, Kapryan.
È stato Scott, eseguendo gli abituali controlli dei comandi e degli strumenti, a scoprire il corto circuito. «La spia del motore principale s'accende» ha esclamato a un certo punto. «Inserite i circuiti di protezione» ha ordinato da Houston il direttore del volo Gerry Griffin. «Fatto» ha risposto Scott. Era la procedura di emergenza, per impedire che il motore s'avviasse, come la spia sembrava indicare. Che stava succedendo?
Per qualche ora, sull'Apollo 15 come a Houston s'è pensato che la missione fosse compromessa. Il ricordo delle difficoltà incontrate alla fine di gennaio da Shepard, Mitchell e Roosa - fortunatamente tutte superate - ha turbato astronauti tecnici. Scott ha messo in azione tutto il possibile, persino scosso il cruscotto. Alla fine la spia s'è spenta. «Mi sembra che il problema sia risolto» ha esclamato con sollievo. «Avete ordini?». Gli hanno risposto di mangiare e riposare.
Griffin ha convocato i giornalisti. In Italia era la mezzanotte circa. «È sorto un ostacolo» ha detto. «Cè un corto circuito sull'Apollo. Preciso subito che l'equipaggio non corre nessun pericolo, che la missione continua, e che nel peggiore dei casi il modulo non atterrerà sulla Luna, ma rimarrà in orbita con la cabina. Stiamo studiando il da farsi. Scott, Irwin e Worden dormono, hanno avuto una lunga giornata, e non possono far nulla».
Griffin ha aggiunto che probabilmente si trattava solo di un corto circuito nella spia «è anche l'impressione del comandante Scott, il quale ritiene l'ostacolo superato. Ma potrebbe essere altresì un guasto all'accensione automatica: in tal caso, niente di grave, eseguiremo l'operazione a mano. L'ultima, e disastrosa possibilità, è che si tratti di un guasto alle valvole dell'alimentazione: disastrosa perché impedirebbe lo sbarco».
Il direttore del volo ha elaborato l'ultimo punto. «Il motore funzionerebbe lo stesso - ha proseguito - ma senza il margine di sicurezza necessario alla discesa sulla Luna, al distacco dalla sua orbita per il ritorno alla Terra. Per principio, noi non rischiamo mai, e abbiamo deciso perciò di compiere una prova». La prova, fissata dapprima per le 22,29 di stasera ora italiana, è stata anticipata poi alle 20,14.
Scott, Irwin e Worden, che avevano riposato tranquillamente per otto ore, sono stati informati della decisione al risveglio.

Ennio Carretto