2016/08/09

1971/08/09: Dopo la grande avventura, il giusto trionfo

La grande avventura lunare di Scott, Irwin e Worden ha il giusto risalto nelle prime pagine di tutti i quotidiani nel mondo. Ecco la prima e la seconda pagina di "Stampa Sera":





Entusiasmo in America per la missione dell'Apollo
Oggi gli astronauti in trionfo a Houston
Scott, Irwin e Worden festeggiati ieri sera da migliaia di persone alle Hawaii
Caloroso messaggio del presidente Nixon – Inchiesta per la mancata apertura del paracadute durante il rientro – Per gli scienziati un tesoro geologico

Dal corrispondente

New York, lunedì mattina.

Rasati, riposati, eleganti in abiti civili e «sani come pesci» (lo hanno detto i medici che li hanno visitati) gli astronauti dell’Apollo 15 raggiungono oggi il centro di Houston nel Texas. Il comandante Scott s’è fatto precedere da un mazzo di dodici rose rosse e una gialla (la famosa «yellow rose of Texas» della canzone) per la sua bella consorte. L’eccitazione al centro spaziale è all’apice. Ieri sono già arrivate le pietre lunari raccolte dagli ardimentosi astronauti, i 3600 metri di pellicole di film e fotografie e alcuni strumenti. Gli scienziati e i tecnici attendono ora le testimonianze dirette dell’equipaggio dell’Apollo per primo, affrettato bilancio dell’impresa.

La grossa novità del dopo-Luna è che gli astronauti non dovranno restare in quarantena come i loro precedessori. Potranno riabbracciare subito le famiglie (che sabato hanno ceduto alla commozione e hanno pianto di sollievo all’ammaraggio della cabina), verranno intervistati dai giornalisti, compiranno esperimenti di laboratorio.

Come ha dichiarato il direttore della Nasa Fletcher, «il loro aiuto sarà inestimabile». Fletcher ha definito la missione «la più importante e la meglio riuscita dal punto di vista sia tecnico che scientifico». «Sono persuaso – ha concluso – che scopriremo la storia delle origini della Luna e forse del sistema solare». L’esultanza del pubblico americano e dei circoli accademici è senza precedenti. A differenza di tutte le altre missioni, Apollo 15 è tornato con un vero tesoro geologico, e ha mostrato che è possibile costruire una base sulla Luna. Non a caso, il presidente Nixon ha voluto parlare al telefono con Scott, Irwin e Worden sulla porta-elicotteri «Okinawa» sabato notte.

La Casa Bianca ha anche diramato il seguente comunicato: «L’Apollo 15 ha confermato l’indistruttibile volontà dell’uomo di essere artefice del proprio destino. Ha arrecato un grande contributo alla sua insaziabile ricerca del sapere. Ha portato i semi di nuovi studi che potrebbero aprire un capitolo nella storia del nostro pianeta. Scott, Irwin e Worden: ben fatto, ben tornati.»

Ennio Caretto

2016/08/08

Tutte le foto, le riprese video e le riprese cinematografiche di Apollo 15

Dettaglio della foto AS15-85-11471.



Ultimo aggiornamento: 2016/08/16 15:50.

La serie completa delle fotografie scattate durante la missione Apollo 15 è composta da 21 caricatori, di cui 12 in bianco e nero, 8 a colori e 1 in ultravioletto, per un totale di 6424 immagini, di cui 5183 in bianco e nero, 1136 a colori e 105 in ultravioletto.


Elenco dei caricatori


Caricatore 81 QQ (178 foto in bianco e nero, da 10869 a 11046, più la foto di test). La Luna fotografata dall’orbita lunare con obiettivo da 500 mm.

Caricatore 82 SS (172 foto in bianco e nero, da 11047 a 11218, più la foto di test). EVA 3 con obiettivo da 60 mm e da 500 mm.

Caricatore 83 VV (27 foto in bianco e nero, da 11218a-k a 11234, più la foto di test). Immagini indistinte e incomprensibili, non catalogate.

Caricatore 84 MM (119 foto in bianco e nero, da 11235 a 11352, più la foto di test). Stand-up EVA; EVA 1 ed EVA 2; in orbita lunare. Obiettivo da 60 mm e da 500 mm.

Caricatore 85 LL (178 foto in bianco e nero, da 11353 a 11530, più la foto di test). EVA 1 e EVA 2.

Caricatore 86 NN (165 foto a colori, da 11530 a 11694, più la foto di test). Immagini scattate sulla superficie lunare.

Caricatore 87 KK (166 foto a colori, da 11695 a 11860, più la foto di test). In orbita lunare, Stand-up EVA ed EVA 2. Obiettivo da 60 mm.

Caricatore 88 TT (154 foto a colori, da 11861 a 12014, più la foto di test). EVA 3; in orbita lunare; in viaggio verso la Terra. Obiettivo da 60 mm.

Caricatore 89 WW (164 foto in bianco e nero, da 12015 a 12178, più la foto di test). Immagini scattate sulla superficie lunare.

Caricatore 90 PP (150 foto in bianco e nero, da 12179 a 12328, più la foto di test). EVA 2 e in orbita lunare, con obiettivo da 60 mm e da 500 mm.

Caricatore 91 M (77 foto a colori, da 12329 a 12405, più la foto di test). In viaggio verso la Luna; in orbita lunare. Obiettivo da 80 mm e da 250 mm.

Caricatore 92 OO (173 foto in bianco e nero, da 12405 a 12577/12576a, più la foto di test). EVA 2 e in orbita lunare, con obiettivo da 60 mm e da 500 mm.

Caricatore 93 P (160 foto a colori, da 12577 a 12736, più la foto di test). In orbita lunare, con obiettivo da 80 mm e da 250 mm.

Caricatore 94 S (133 foto in bianco e nero, da 12737 a 12869, più la foto di test). In orbita lunare e in viaggio verso la Terra, con obiettivo da 80 mm e da 250 mm.

Caricatore 95 RR (136 foto in bianco e nero, da 12870 a 13005, più la foto di test). In orbita lunare e in viaggio verso la Terra, con obiettivo da 500 mm.

Caricatore 96 Q (134 foto a colori, da 13003 a 13136, più la foto di test). In orbita lunare; in viaggio verso la Terra; EVA di Worden. Obiettivo da 80 mm, da 105 mm e da 250 mm.

Caricatore 97 O (161 foto a colori, da 13137 a 13298, più la foto di test). In orbita lunare, con obiettivo da 250 mm.

Caricatore 98 R (103 foto in bianco e nero, da 13299 a 13401; nessuna foto di test disponibile). In orbita lunare e in viaggio verso la Terra, con obiettivo da 80 mm e da 250 mm.

Caricatore 99 N (105 foto in ultravioletto, da 13402 a 13506, più la foto di test). In orbita terrestre, in viaggio verso la Luna, in orbita lunare, in viaggio verso la Terra, con obiettivo da 105 mm.

Caricatore della Metric Camera (3376 foto in bianco e nero, da AS15-M-0001 ad AS15-M-3376).

Caricatore della Panoramic Camera (1529 foto in bianco e nero, da AS15-P-0000 ad AS15-P-0372 e da AS15-P-8844 ad AS15-P-9999).


Cosa significano Metric Camera e Panoramic Camera?


La Metric Camera e la Panoramic Camera erano fotocamere automatiche installate nel Modulo di Servizio e destinate alla ricognizione stereoscopica dettagliata della superficie lunare. Erano gestite da Al Worden, pilota del Modulo di Comando, che però non si occupava di effettuare i singoli scatti. Le loro caratteristiche sono descritte qui e qui nel sito del Lunar and Planetary Institute.

In sintesi, la Metric Camera scattava fotografie della superficie della Luna che coprivano un’area di circa 165 x 165 km con una risoluzione orizzontale di 20 metri da una quota orbitale di 110 km. Le aree riprese venivano identificate con precisione grazie a un’ulteriore fotocamera, la Stellar Mapping Camera, che scattava contemporaneamente foto di porzioni del cielo stellato, consentendo di stabilire l’esatto orientamento del veicolo spaziale al momento dello scatto della Metric Camera.

La Panoramic Camera, invece, realizzava fotografie che coprivano bande lunghe e strette (320 km x 20 km) della superficie lunare con una risoluzione di 1-2 metri.

Foto AS15-M-1818 (ridimensionata) della Metric Camera: in alto al centro, la Rima Hadley (zona di atterraggio di Apollo 15).


Foto AS15-P-0000 (ridimensionata) della Panoramic Camera.



Disponibilità online: foto


Tutte le foto sopra elencate sono pubblicamente disponibili online in varie versioni.

– Scansioni restaurate (circa 2300x2300 pixel) nella sezione Full Hasselblad Magazines presso ApolloArchive.com (caricatori 82, 84, 85, 86, 87, 88, 89, 90, 92).

– Scansioni non elaborate (4175x4175 pixel) su Flickr nel Project Apollo Archive (caricatori 81, 82, 84, 85, 86, 87, 88, 89, 90, 91, 92, 93, 96, 97).

– Scansioni ad altissima risoluzione (5728x6200 pixel, in formato TIF e PNG) nella sezione Apollo 15 del sito March to The Moon della Arizona State University (caricatori 81, 82, 83, 84, 85, 86, 87, 88, 89, 90, 91, 92, 93, 94, 95, 96, 97, 98 (non tutte), 99). Il sito è poco navigabile, ma le singole foto possono essere recuperate usando gli URL diretti, che sono nel formato http://tothemoon.ser.asu.edu/data_a70/AS15/processed/AS15-[numero caricatore]-[numero foto].png oppure http://tothemoon.ser.asu.edu/data_a70/AS15/raw/AS15-[numero caricatore]-[numero foto].tif.

– Scansioni a bassissima risoluzione (450x450 pixel) nel 70 mm Image Catalog del Lunar and Planetary Institute dedicato alla missione Apollo 15 (tutti i caricatori tranne il Metric e il Panoramic).

– Il caricatore della Metric Camera è disponibile nel Metric Image Catalog del Lunar and Planetary Institute a circa 2400x2400 pixel e presso l’Apollo Image Archive a risoluzioni fino a 16.000x16.000 pixel. Per la versione AIA, l’URL diretto delle foto in formato PNG Large (16.000x16.000 pixel) è del tipo http://apollo.sese.asu.edu/data/metric/AS15/png/AS15-M-[numero]_LRG.png; quello delle foto in formato PNG Medium (4048x4048 pixel) è del tipo http://apollo.sese.asu.edu/data/metric/AS15/png/AS15-M-[numero]_MED.png, dove numero è da 0001 a 3376. Al momento in cui scrivo, alcune delle foto in formato PNG Large risultano danneggiate (file incompleto), mentre la versione PNG Medium corrispondente è integra.

– Il caricatore della Panoramic Camera è disponibile nel Panoramic Image Catalog del Lunar and Planetary Institute a circa 13.000x1300 pixel e presso l’Apollo Image Archive a oltre 60.000x6500 pixel oppure suddivise in 8 blocchi da circa 40.000 pixel ciascuno (circa 320.000x25.000 pixel per ciascuna immagine panoramica). L’URL diretto delle foto nella versione AIA in formato PNG Large (59.846x6472 pixel, circa 280 megabyte) è del tipo http://apollo.sese.asu.edu/data/pancam/AS15/png/AS15-P-[numero]_FULL_LRG.png e in formato PNG Medium (14.960x1618 pixel, circa 17 megabyte) è del tipo http://apollo.sese.asu.edu/data/pancam/AS15/png/AS15-P-[numero]_FULL_MED.png, dove numero è da 0000 a 0372 e da 8844 a 9999.

La collezione completa in alta risoluzione delle foto scattate manualmente dall'equipaggio di Apollo 15 (ad eccezione quindi delle immense immagini della Metric Camera e della Panoramic Camera) occupa circa 87 GB. Se si aggiungono le foto della Metric e Panoramic a media risoluzione, si arriva a circa 200 GB complessivi. Chi volesse ricevere questo materiale su chiavetta o scheda SD o disco rigido di capienza adeguata, da spedire per posta, può contattarmi per i dettagli scrivendo a paolo.attivissimo@gmail.com.


Disponibilità online: riprese video e cinematografiche


La raccolta completa delle trasmissioni video di Apollo 15 è disponibile nel cofanetto di 6 DVD venduto da Spacecraft Films. La stessa fonte offre anche una collezione di circa 2150 foto della missione.

Le riprese cinematografiche su pellicola 16mm a colori di Apollo 15 sono invece scaricabili presso Archive.org. In particolare, la EVA di Worden è da 1:12:59 fino a 1:13:40, ma è documentata da un singolo fotogramma statico a causa di un inceppamento della cinepresa.


Note


La foto AS15-98-13385 non è disponibile online, per quanto mi risulta: manca sia nel catalogo dell’LPI sia in quello di March to the Moon, che però hanno le altre foto dello stesso caricatore. LPI la descrive con le parole “Sunrise solar corona – Film appears totally clear”, per cui non risulta mostrare nulla di significativo.

Il conteggio esatto complessivo delle foto di Apollo 15 varia a seconda delle fonti, perché alcune considerano anche gli scatti parziali (a inizio e fine caricatore) e gli scatti a obiettivo coperto e altre non li contano: qui li ho inclusi.

La catalogazione presentata qui sopra si basa sulla pagina NASA Apollo 15 Flight Journal Images aggiornata al 21 giugno 2016, che a sua volta fa riferimento all’Apollo 15 Index of 70mm Photographs (PDF).

Le foto di test citate sopra sono fotografie usate per la calibrazione del colore e per la documentazione dei singoli caricatori e hanno un aspetto come questo:


1971/08/08: Il ritorno a terra dei tre di Apollo 15 sui quotidiani italiani

La prima pagina de "La Stampa"


Conclusa la missione Apollo dopo 12 giorni

L'ARRIVO NELLA NOTTE

La navicella che ha portato tre uomini sulla Luna è scesa dolcemente sulle acque del Pacifico, inquadrata dai televisori – Ultima emozione: un paracadute non si è aperto perfettamente ma l’impatto è stato regolare – Lo «splashdown» alle 22,46 a sette miglia dalla portaerei Okinawa in attesa – I risultati: tra giorni di escursioni in auto sulla superficie lunare, esplorati 30 kmq di terreno, raccolti quasi 100 chili di rocce

L’America prepara grandi feste per gli astronauti

(Dal nostro corrispondente)

New York, 7 agosto.

L’Apollo 15 è ritornato sulla Terra. Dopo dodici magnifici giorni nel cosmo la missione spaziale più regolare e ricca di risultati che mai sia stata compiuta si è conclusa stasera alle 22,46.

La cabina di comando dell’astronave, con a bordo il comandante James Scott e i «co-piloti» Irwin e Worden, è scesa dolcemente sulle acque del Pacifico, a 300 chilometri a nord delle isole Hawaii, a sette miglia dalla portaerei «Okinawa» in attesa. La discesa della navicella è stata seguita con i «radar» e inquadrata, nelle ultime fasi, dai televisori.

L’intera America ha seguito il rientro degli astronauti con appassionato interesse. Nell’Oceano Pacifico è ancora pomeriggio, la visibilità è perfetta, splende il sole ma non fa troppo caldo, onde di un metro, un metro e mezzo increspano le acque. La portaerei Okinawa (indicata a volte come portaelicotteri, in realtà reca a bordo velivoli di ambedue i tipi) attende nel punto prestabilito, 26,1 gradi di latitudine est, 158 di longitudine ovest. La cabina di comando dell’Apollo 15, detta Endeavour, ha attraversato l’atmosfera come una palla di fuoco, si aprono i paracadute multicolori. Pare incredibile che una navicella così piccola trasporti il più prezioso carico della storia spaziale, un tesoro geologico che nasconde forse le origini del sistema solare.

La manovra è incominciata alle 22,17, con la separazione della cabina dal modulo di servizio. Quindici minuti più tardi, la prima è entrata nel «corridoio» di 50 chilometri per l’ammaraggio, ad un’altezza di 120 chilometri, con una velocità di 40 mila circa, ed un’inclinazione tra i 5,5 e i 7,5 gradi. Il secondo è «rimbalzato» più volte sull’atmosfera, perdendosi nel vuoto.

Alle 22,33, poco prima del punto di massima frizione e calore, si sono interrotte, come sempre, le comunicazioni radio tra gli astronauti e il centro di Houston. Esse sono riprese alle 22,36, e la suspense, accentuatasi di momento in momento, s’è allentata.

Quando l’Apollo 15 è apparso sopra l’Okinawa, forando le nuvole, i marinai affollatisi sul ponte sono scoppiati in applausi. A breve distanza, una nave sovietica sorvegliava la scena (lo stesso avvenne per gli Apollo 7 e 9).

Il comandante Scott e Allen da Houston si sono scambiati ringraziamenti e congratulazioni. Anche in questa fase, com in altre dell’impresa, s’è registrato un piccolo contrattempo: uno dei tre paracadute si è aperto solo in parte, cosa completamente insolita, ma la cabina può ammarare felicemente con uno solo. Scott, Irwin e Worden hanno toccato la superficie dell’oceano a una velocità del 20 per cento superiore al normale, 50 chilometri all’ora.

Nel momento del tuffo nell’acqua, uno spruzzo enorme, violento, un elicottero ha sorvolato l’Apollo 15. I sommozzatori lo hanno raggiunto 10 minuti dopo. È stato aperto il portello, e gli astronauti si sono affacciati sorridendo, «Stiamo bene» ha detto Scott, abbracciando il tenente che comandava il gruppo. L’ammaraggio è avvenuto a dieci chilometri circa dalla Okinawa. Appena raggiunta la portaelicotteri, i tre uomini si sono sottoposti a esame medico. Non dovranno sottostare a quarantena, a differenza dei precedenti equipaggi degli Apollo. Nel rientro nell’atmosfera non avevano indossato gli scafandri.

Dalla tolda dell’Okinawa, si sono alzati stormi di elicotteri, e i sommozzatori, protetti dalle tute, si sono gettati in acqua, per precedere l’Apollo. Milioni di persone in tutto il mondo hanno acceso i teleschermi per assistere alla emozionante fase finale del volo. Lo spettacolo non cambia mai, è vecchio quanto l’ascesa del primo uomo nello spazio. Ma questa volta, era esaltato da due particolari: il tragico ricordo della morte di Dobrovolskij, Volkov e Patsaev sulla Soyuz, e il successo del Lem «Falcon» e dell’auto elettrica sulla Luna. Come l’Apollo 11, così l’Apollo 15 ha segnato l’inizio di un nuovo capitolo della corsa tra le stelle.

Conviene riassumere brevemente le ultime ore del favoloso viaggio di Scott, Irwin e Worden, dalla «conferenza stampa» da essi tenute tra le 22 e le 23 di ieri. Il comandante e il suo compagno nel «gran premio selenico» hanno parlato soprattutto delle pietre trovate, e dell’auto. «Confidiamo che la roccia cristallina da noi scoperta sulle pendici appenniniche risalga alla formazione della crosta della Luna» ha dichiarato Scott. Egli ha aggiunto che, a suo parere, uno scienziato dovrebbe far parte degli equipaggi dei prossimi Apollo, il 16 e il 17, per garantire risultati migliori. È stato fatto il nome del geologo Schmidt, ma la Nasa sembra riluttante a «rischiare» un uomo che non è innanzitutto un pilota.

Irwin ha elogiato il Rover o «bug» (l’insetto) come lo ha famigliarmente chiamato. Ma a proposto due modifiche: diverse cinture di sicurezza, e un maggiore controllo della stabilità. «A causa della forza di gravità ridotta – ha spiegato – un paio di volte abbiamo avuto l’impressione di galleggiare a mezz’altezza». Worden s’è soffermato sui crateri cinerei e gli strati di lava fotografati. «Ritorniamo con 3600 metri di pellicola – ha detto -. Dovremmo tracciare una mappa quasi perfetta del 20 per cento della Luna». Quali sono stati i momenti indimenticabili dei tre astronauti? Per Irwin il lancio da Capo Kennedy, per Scott l’esplorazione degli Appennini.

All’approssimarsi della Terra, gli astronauti hanno dato segni di commozione. «Siamo reduci da una esperienza straordinaria, meravigliosa: ma sapeste come è dolce ritornare a casa» ha esclamato Irwin. Alle 19.32 Worden ha attivato il motore principale per un secondo onde imboccare la traiettoria di rientro. Per la prima volta nella storia degli Apollo, un’analoga manovra era stata cancellata ieri. Ha affermato il direttore del volo Gerald Griffin: «Non abbiamo solo ottenuto eccezionali risultati scientifici. Anche da un punto di vista tecnico abbiamo registrato progressi senza precedenti. L’armonia tra gli uomini e le macchine è totale».

Il bilancio è ormai noto, ed è il migliore tratto sinora. Scott, Irwin e Worden hanno dimostrato che si può montare una base sulla luna, e che l’organismo umano può adattarsi al satellite. I tecnici e gli scienziati della Nasa dispongono potenzialmente del know-how e del materiale necessari. Mancano però i fondi. Dopo i 24 miliardi di dollari spesi per il programma dei 17 Apollo, cinque anni d’economia attendono l’America.

Sarebbe ingiusto concludere i resoconti della «missione dei primati» - tre giorni di escursione in auto sulla superficie lunare, esplorati 30 km quadrati di terreno, raccolti quasi cento chili di rocce, compiute eccezionali esperienze scientifiche – senza un accenno ai suoi protagonisti, e alle figure anonime di Houston. Sia gli uni che gli altri, con l’ardimento personale e con gli oscuri miracoli della tecnologia, hanno conquistato il cuore delle folle.

Ennio Caretto


La prima pagina de "Il Corriere della Sera"

2016/08/07

1971/08/07 22:46 IT: Il rientro sulla Terra e l’ammaraggio in diretta TV e nelle foto

295 ore e 11 minuti dopo aver lasciato la Terra e calpestato il suolo lunare nella più lunga missione sulla superficie del satellite naturale del nostro pianeta, David Scott e James Irwin, insieme al prezioso compagno di viaggio Alfred Worden, ammarano nell'Oceano Pacifico, non senza un ultimo momento di "suspense": la mancata apertura completa di uno dei tre paracadute.

Questi sono gli ultimi istanti del fantastico viaggio di Apollo 15 nella diretta TV. Mancano pochi minuti alle 22:46 ora italiana di sabato 7 agosto 1971.



Foto AP15-S71-41999 – NASA scan


Foto AP15-71-H-1248


Foto AP15-S71-42217 – JSC scan


SPLASHDOWN! WELCOME APOLLO 15! Foto AP15-S71-43543


Foto AP15-S71-41995 (research J.L. Pickering)


Foto AP15-71-H-1259 (research J.L. Pickering)


Dopo il brusco ammaraggio, il comandante della missione Apollo 15, David Scott, è il primo ad uscire dalla capsula Endeavour (foto AP15-71-H-1242)


Dopo l’uscita di Scott è il momento del "barboso" Irwin, pilota del Modulo Lunare Falcon; seguirà per ultimo il pilota del Modulo di Comando Endeavour, Alfred Worden (foto AP15-H-1243)


Foto AP15-S71-42426 (research J.L. Pickering)


Trasportati a bordo di un elicottero sulla portaerei di recupero U.S.S. Okinawa, i tre protagonisti della quarta spedizione lunare salutano sorridenti il numeroso personale presente (foto AP15-71-H-1238)


Foto AP15-S71-42065 (scan J.L. Pickering)


Foto AP15-S71-42090 (scan J.L. Pickering)


L'esultanza al Centro di Controllo di Houston per il felice esito della missione (foto AP15-S71-43427, scan J.L. Pickering)


Il saluto del comandante Scott, settimo uomo a camminare sulla Luna; per la prima volta gli astronauti reduci da una missione lunare non saranno reclusi in quarantena (foto AP15-S71-42264, scan J.L. Pickering)


James Irwin: l’ottavo uomo a lasciare le impronte dei suoi scarponi sulla Luna, ai piedi della fantastica vallata degli Appennini di Hadley (foto AP15-S71-42258, scan J.L. Pickering)


Alfred Worden, il "pedone cosmico" (foto AP15-S71-42261, scan J.L. Pickering)

1971/08/07: Il giorno del rientro

La prima pagina de "La Stampa"


Dalla prima pagina del quotidiano "Il Giorno"


Segue l'articolo dalla prima pagina


Dalla terza pagina de "Il Giorno"

2016/08/06

1971/08/06: L'impresa di Worden su "La Stampa"



 L’“Apollo 15” avanza sulla via del ritorno


Una "passeggiata" nel cosmo a trecentomila km dalla Terra

L'astronauta Alfred Worden è uscito nel vuoto spaziale, legato alla navicella da un solo cavo, per ricuperare alcuni apparecchi – Per 18 minuti lo abbiamo visto sugli schermi tv fluttuare fuori della cabina, privo di peso, intento al suo lavoro – La rotta è regolare, non occorre alcuna correzione – Domani il tuffo nell'atmosfera e l'ammaraggio nel Pacifico

(Dal nostro corrispondente)

New York, 5 agosto.

Un altro spettacolo esaltante, l'ultimo dell'Apollo 15. Alfred Worden ha compiuto la sua breve «passeggiata» nello spazio – 18 minuti – sotto gli occhi di milioni di telespettatori in tutto il mondo. Dal portello della cabina di comando, Irwin ne reggeva il cosiddetto "cordone ombelicale". La figura dell'astronauta si stagliava nel vuoto, girava su se stessa. «È fantastico» ha detto Irwin. «Su questo sfondo, con lo scafandro sembri un essere di un altro mondo».

La passeggiata è avvenuta tra le 17,40 e le 17,58, a 330 mila chilometri circa dalla Terra, e 60 mila dalla Luna, mentre l'Apollo 15 procedeva a una velocità di 3700 chilometri orari. I tre astronauti avevano lasciato fuggire l'ossigeno dalla cabina, per eguagliare le pressioni intera e esterna, e indossato gli scafandri, Worden è uscito dal portello adagio, sorreggendosi a alcune maniglie all'esterno, mentre Irwin alle sue spalle snodava il cordone, lungo quasi otto metri, tre di più di quelli da percorrere, e lo fotografava. I primi passi sono stati incerti, quelli successivi disinvolti. «Mi diverto come un ragazzino» ha gridato Worden.

Tre volte il pilota ha coperto la distanza tra il portello e il modulo di servizio, le due iniziali per raccogliere le pellicole del 20 per cento della superficie selenica (due cassette del peso di 30 e 10 chili rispettivamente) la terza per un controllo. Ha constatato che il coperchio di uno degli strumenti di misurazione era guasto, tutto il resto funzionava. La passeggiata era necessaria perché il modulo di servizio, al rientro nell'atmosfera terrestre, viene separato dalla cabina, e si perde nello spazio. Alfred Worden è stato il decimo uomo al mondo a «passeggiare» nel vuoto: il primo fu il sovietico Leonov nel marzo del '65. Come Scott e Irwin sulla Luna, s'è mostrato felice ed eccitato. «È il posto più romantico che abbia mai visto» ha dichiarato. «Chi vuole farsi chiudere di nuovo nell'Apollo?». «Bambino, hai fatto un bel lavoro». Lo ha congratulato dal centro di Houston il controllore Joseph Allen. Anche questa breve avventura costituisce un primato: tutte le altre passeggiate furono in orbita terrestre.

L'equipaggio dell'astronave ha approfittato dell'«intervallo», come lo ha chiamato Scott, per «scaricare» alcuni sacchi di rifiuti nel cosmo. «Chiediamo scusa per l'inquinamento, ma non riusciamo più a muoverci qua dentro» ha detto il comandante. E poi: «Adesso si respira». Scott ha chiesto e Houston se era necessaria una correzione della traiettoria. «No, siete in perfetta rotta» gli ha risposto Allen. «Anzi, abbiamo deciso di darvi il premio di navigazione Vasco De Gama tanto navigate bene. Semmai, eseguirete la manovra domani. Adesso riposatevi».

Una forzata inattività caratterizzerà le prossime ore di volo. Alle 20 di domani ci sarà l'ultima trasmissione televisiva. Sabato, alle 20,17 la cabina di comando si staccherà da quella di servizio, e quindici minuti più tardi rientrerà nell'atmosfera terrestre. L'ammaraggio nel Pacifico, a 900 chilometri a nord delle Hawaii, è previsto per le 22,46. Le famiglie attendono ansiosamente gli astronauti. «Sono stanca di guardare la televisione» ha affermato la signora Scott.

Ennio Caretto

2016/08/04

1971/08/05: La "passeggiata spaziale" di Worden: giornali italiani, video, foto




Qui sotto le immagini trasmesse in diretta in mondovisione della straordinaria esperienza dell'astronauta Alfred Worden, primo uomo ad uscire da una navicella spaziale nello spazio profondo anziché in orbita intorno alla Terra.




L’attività extraveicolare viene ripresa anche da una cinepresa dotata di pellicola 16mm a colori, che però s’inceppa, registrando un unico fotogramma (S71-43202).




Ci sono anche cinque fotografie a colori di quest’uscita straordinaria: le immagini Hasselblad da AS15-96-13098 a 13102. Purtroppo non mostrano molto chiaramente Al Worden.







Una versione ritagliata, ruotata e in bianco e nero dell’ultima foto evidenza i dettagli:



La NASA ha fatto preparare un’illustrazione dell’EVA (S71-39614):

1971/08/04: Le ultime orbite lunari e il ritorno verso la Terra



A 223 ore e 48 minuti dall'inizio dello straordinario viaggio di Apollo 15 (le 23:22 italiane) e dopo 74 orbite intorno al globo lunare, viene acceso il potente motore SPS del Modulo di Servizio, che lancia di nuovo verso la Terra i tre astronauti ed il prezioso carico di materiale selenico raccolto ai piedi degli Appennini di Hadley.


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2016/08/03

1971/08/03: I quotidiani italiani descrivono l'addio alla Luna di Scott e Irwin


La prima e seconda pagina de "La Stampa"

Dopo tre giorni e 25 km d'esplorazione in auto sulla Luna


Tornano con sassi di quattro miliardi d'anni che forse sveleranno il segreto dell'universo


Scott e Irwin si sono alzati dal suolo lunare ieri alle 19,11 - Dopo otto minuti erano in orbita - Alle 21,09 la cabina "Falcon" si è agganciata alla astronave-madre che l'attendeva a 100 chilometri di quota - I tre astronauti resteranno ora per due giorni in orbita attorno al satellite, Worden uscirà dalla navicella per una "passeggiata" nel vuoto - Giovedì l'inizio della trasvolata in direzione del nostro pianeta, l'ammaraggio sabato sera

Decollo dalla Luna e aggancio nello spazio visti per tv in tutto il mondo

Ormai lassù tutto è possibile

La missione Apollo 15 appare non meno importante del volo Apollo 11, che per la prima volta nella storia dell'umanità condusse due astronauti sulla Luna. L'Apollo 11 dimostrò che la Luna era raggiungibile; l'Apollo 15 ha dimostrato che la Luna è esplorabile.

Undici anni fa, mentre la astronave di Gagarin volteggiava intorno alla Terra, il presidente Kennedy ebbe la tipica reazione dell'uomo politico, giustamente preoccupato del successo spettacolare e propagandistico dell'impresa. In un soprassalto di irritazione, Kennedy prese dal tavolo un foglio di carta e vi scrisse, nervosamente, a matita: «Voglio sapere quanto verrebbe a costare, in tempo e in denaro, la spedizione di due uomini lassù». Giustamente si parlò subito di corsa allo spazio; il mondo avrebbe assistito soprattutto a una sfida sportiva in cui gli americani, più che la Luna, stavano inseguendo i sovietici. E una volta raggiunto per primi il traguardo, gli americani avevano di colpo scaricato tutta la tensione nervosa accumulata in questi dieci anni di sforzi e di sacrifici. Come si dice appunto in gergo sportivo, gli americani si erano deconcentrati e avevano incominciato a domandarsi se un impegno tanto risoluto e costoso valesse davvero la pena.

Soltanto oggi si può rispondere sì. Due astronauti hanno compiuto «passeggiate» di sei ore ciascuna, sono saliti sopra un'automobile e si sono addentrati fra burroni fra burroni e crepacci, in mezzo a montagne alte quattromila metri. Appena due anni fa, il capitano Armstrong muoveva i primi passi incerti e impacciati; ma ormai, anche lassù, l'uomo cammina.

Appena si potranno costruire razzi più volte utilizzabili, e quindi meno costosi, uno stabile insediamento umano sulla superficie selenica non apparirà più impossibile.

Questa volta non si sono avute né recriminazioni né polemiche; tutti gli scienziati sembrano entusiasti. Scott e Irwin hanno descritto con precisione strati geologici e crateri e hanno raccolto campioni di rocce dal cui esame si spera di svelare come si è formato il sistema solare. È vero che una sonda meccanica può riferire fedelmente sulla Terra dati e impressioni, ma non sarà mai in grado di scorgere la pietra giusta quando si trovi oltre il suo raggio di azione. Anche sulla Luna, l'uomo è insostituibile. I dirigenti della Nasa hanno visto giusto: lo spazio sarà «conquistato» oggi da astronauti che hanno ricevuto che hanno ricevuto una sufficiente preparazione scientifica, domani da scienziati che sapranno pilotare un'astronave.

Il successo della missione giunge opportuno. L'America attraversa un momento difficile. Finalmente, l'opinione pubblica ha preso coscienza di alcuni gravi problemi «terrestri», come la crisi della città, l'inquinamento, il malessere delle minoranze razziali, la povertà, la droga, ma nello stesso tempo rischia di guardare da una prospettiva sbagliata. Come sempre accade a chi si sveglia da un sonno troppo lungo, molti americani hanno avuto e hanno tutt'ora l'impressione di avere sbagliato tutto. Dopo anni in cui hanno preteso miracoli dagli scienziati e dai tecnici, domandando loro la soluzione di problemi che invece richiedevano una coscienza morale e una diversa preparazione politica, oggi sono caduti nell'eccesso opposto e considerano tante superbe realizzazioni solo come giocattoli inutili quanto costosi.

La visione di due uomini disinvolti e decisi, impegnati in una impresa dai tanti aspetti ancora inverosimili, può aver dato aver dato a molti di loro la consapevolezza di ciò che possono ancora fare; di quanto grande possa essere la loro forza purché venga correttamente adoperata.

Gianfranco Piazzesi


Il piano per oggi

La giornata odierna sarà prevalentemente occupata da esperimenti scientifici, senza manovre per quanto riguarda il volo. L'Apollo, ridotto ora ai moduli di comando e di servizio («Endeavour») viaggerà costantemente in orbita circumlunare in attesa del momento favorevole per l'inserzione in traiettoria diretta alla Terra. (Ansa)

(Dal nostro corrispondente)

New York, 2 Agosto.

Il modulo «Falcon» e la cabina «Endeavour» (legati assieme in un solo vascello spaziale, l'astronave Apollo) orbitano intorno alla Luna col più prezioso carico geologico della storia umana. Si sono agganciati alle 21,09 ora italiana: milioni di persone in tutto il mondo hanno seguito la manovra alla tv, così come poco prima avevano visto la partenza dalla superficie lunare. Fra qualche ora, alle 0,55, il «Falcon», vuoto, si staccherà dalla nave madre. Alle 1,40 David Scott, James Irwin e Alfred Worden lo scaglieranno contro le rocce della Luna, servendosi dei telecomandi sistemati a bordo dell'«Endeavour». Mai equipaggio d'una missione Apollo è stato più felice ed eccitato di questo. Come ha detto al centro di controllo della Nasa, a Houston, uno dei direttoti, Gerry Griffin, gli uomini dell'Apollo 15 «hanno compiuto la più grande esplorazione scientifica di tutti i programmi spaziali». Il vascello torna a terra – per citare le parole del «New York Times» – «con la chiave dello scrigno dei misteri del sistema solare e delle sue origini».

Per la prima volta, abbiamo potuto assistere alla partenza del modulo dalla Luna. La telecamera che era sistemata a bordo del «Moon Rover Vehicle», la meravigliosa automobile elettrica che ci ha offerto lo spettacolo più esaltante della nostra vita, ne ha trasmesso la fase iniziale. Il comandante Scott e il co pilota James Irwin hanno acceso il motore alle 19,11, appena da Houston è arrivato il «go on». Nel bagliore accecante il Falcon s'è staccato dalla piattaforma d'appoggio, costituita dalla parte inferiore del Lem, salendo sempre più rapidamente nel vuoto. In pochi istanti è scomparso alla vista e la telecamera non ha potuto assumere l'angolazione necessaria per ritrarlo ad una certa quota. Alle 19,19 il Falcon è entrato nella prevista orbita cicumlunare, alle 20,44 ha cominciato la manovra d'avvicinamento alla cabina-madre. Oltre cento chilometri più in basso, sul satellite abbandonato, giacevano la telecamera con l'automobile lunare, la microstazione atomica e un «pacco» di strumenti per rivelazioni scientifiche. Gli astronauti rimarranno in orbita attorno alla Luna due giorni, poi avrà inizio il viaggio di ritorno in direzione Terra, la «passeggiata» di Worden fuori dalla navicella, nel vuoto dello spazio cosmico, l'ammaraggio nell'Oceano Pacifico sabato prossimo.

Un brivido è corso negli spettatori e nella Nasa quando Scott ha comunicato che la spia luminosa, indicante un guasto nel sistema automatico di navigazione del modulo lunare Lem, s'era accesa. Ma la luce è scomparsa dopo pochi secondi, e Houston ha controllato che non ci fosse ragione d'allarma. Il Lem era in viaggio verso l'orbita, i due astronauti non hanno rivelato il minimo disorientamento. Houston ha voluto congratularsi con loro «per l'insuperabile lavoro fatto». Scott e Irwin hanno riso di contentezza. Il comandante, sulla Luna, aveva trovato modo persino di compiere un piccolo esperimento in onore di Galileo: dimostrare che nel vuoto un martello e una piuma cadono con eguale velocità.

Il bilancio della missione Apollo 15 si articola in tre parti diverse. Quella scientifica, innanzitutto. Tra i cento o più chili di pietre, detriti e polvere raccolti da Scott e Irwin dovrebbe esservi una roccia cristallizzata, o anortosite, plutonica, di natura vulcanica, vecchia di oltre quattro miliardi e mezzo di anni: essa risalirebbe in altri termini, alle origini del sistema solare. Dalla cabina di comando, Worden ha inoltre scorto e fotografato crateri cinerei: ciò significa che attività vulcaniche animavano la Luna in epoche più recenti del previsto, due miliardi e mezzo di anni fa. Pare infine dimostrata la presenza di lava solidificata nella spaccatura di Hadley Rille. Sono dati sensazionali, da cui gli scienziati trarranno dati forse sconvolgenti sull'Universo.

Il bilancio tecnico è altrettanto positivo. Al quarto sbarco sulla Luna su cinque tentati (l'Apollo 13 dovette tornare indietro per lo scoppio del serbatoio d'ossigeno).

Ennio Caretto

(Continua a pagina 2 in terza colonna)


Ultima ora

Attimi di paura si era temuta una fuga d'ossigeno

Houston, 2 agosto.

Gli astronauti di Apollo 15 hanno rimandato l'espulsione del modulo lunare a causa di una perdita di pressione.

L'inconveniente è stato rilevato quattro ore dopo che David Scott e James Irwin, di ritorno dall'impresa lunare, si erano agganciati alla nave madre.

Il centro di controllo ha comunicato che gli astronauti non corrono pericoli perché vi sono vari modi per normalizzare la situazione.

La manovra di sgancio e molto simile a quella che è costata la vita ai tre cosmonauti sovietici Drobovolsky, Patsaev e Volkov, uccisi da una perdita di pressione dopo la separazione dal laboratorio orbitale Salyut; però i sovietici non si accorsero del grave guasto. I tre astronauti americani se ne sono accorti invece pochi minuti prima dell'ora prevista per lo sgancio del modulo.

Se la separazione fra le due navicelle fosse avvenuta ugualmente, una valvola avrebbe impedito l'improvvisa perdita di ossigeno dalla navicella in cui è avvenuta la fuga, e gli astronauti non avrebbero comunque subito la stessa atroce sorte dei colleghi sovietici. Inoltre per la prima volta, come misura di precauzionale, agli astronauti americani era stato ordinato di indossare le tute pressurizzate.

Gli astronauti hanno controllato le navicelle, non hanno riscontrato l'esistenza di perdite e hanno avuto via libera da Houston per sganciare il modulo lunare, con circa due ore di ritardo sul previsto. Il controllo ha infatti permesso di accertare che non ci sono perdite nel portello del modulo di comando.

(Ap)

La pagina de "La Stampa" dedicata alla scienza e tecnologia



La prima e la terza pagina de "Il Giorno" dedicate all'impresa lunare di Apollo 15.